LA SITUAZIONE DEL GIRONE A RISULTATI Diciassettesima giornata 21/12/2008Cesena-Verona 2-1Lecco-Portosummaga 1-1Legnano-Ravenna 1-1Monza-Lumezzane 2-3Novara-Cremonese 1-1Pergocrema-Spal 0-0Pro Patria-Padova 2-1Reggiana-Sambenedettese 1-0Venezia-Pro Sesto 1-2CLASSIFICAPro Patria p. 33; Spal p. 29; Cesena, Novara p. 28; Reggiana p. 27; Padova p. 26; Verona, Cremonese p. 23; Pro Sesto p. 22; Lumezzane p. 21; Monza, Pergocrema, Ravenna, Portosummaga p. 19; Legnano p. 17; Sambenedettese, Venezia p. 16; Lecco p. 15.CLASSIFICA MARCATORI10 Reti: Motta (Cesena, 1 rigore)9 Reti: Torri (Monza), Correa (Pro Patria, 4 rigori).......
Questi sono i risultati e la classifica al giro di boa dello scorso campionato ..sono retrocesse
Pro sesto con 37 punti dopo i playout col Lecco
Sambenedettese 32 punti
Venezia con 31 punti ma penalizzato di 4
Legnano con 30 punti
......Queste erano le posizioni al giro di boa da notare il Ravenna che ha raggiunto i playoff con 56 punti ...ma ha poi perso i playoff col Padova che era arrivato quarto con 54 punti.......
VIETATO SOGNARE ....SOLO SPERARE OK????
FORZA GRIGI
MAO
venerdì 18 dicembre 2009
mercoledì 2 dicembre 2009
..E SE CAIRO SI STANCASSE DEL TORO ?
Torino - Crotone 1 - 2 .....indubbiamente un risultato che per una squadra studiata , e costruita per ritornare in serie A , fa venire i primi dubbi e naturalmente anche il cambio dell'allenatore, conferma un certo disappunto anche nella dirigenza. Troppi allenatori cambiati tanti soldi spesi, purtroppo poche soddisfazioni e molti momenti amari ..ultimo quello di domenica scorsa. La tifoseria del Torino calcio e' stufa, ha bisogno di piu' certezze e piu' soddisfazioni.
Sono andato su un muro dei tifosi del toro, ho cercato ho letto gli umori ed i pensieri sul loro presidente, su quello che vorrebbero e quello che hanno, e soprattutto quello che pensano di lui.
Mi sono chiesto da tifoso dell'Alessandria, ma se il SIG. Urbano Cairo , rifiutato da problemi politici dall'ex sindaco di Alessandria (Sig. Mara Scagni e C.) che lo ha definito persona non sicura economicamente, per poi cedere alla cordata dei Mastagni, con i risultati che noi sappiamo....ritornasse sui suoi passi e ponesse la sua candidatura alla presidenza dell' Alessandria?
Urbano Cairo, nato ad alessandria il 21 maggio 1957..originario di Masio, potrebbe essere lo sceicco carico di pubblidollari che prende le redini dell'Alessandria calcio?
Sicuramente spenderebbe Molto meno che cercare di tornare in serie A col Toro, potrebbe ottenere, in pochi anni la serie B con l' Alessandria, (lotterebbe con dei rinforzi per le zone alte )e comunque sicuramente avere meno delusioni dal mondo del calcio.
Questo post e' una provocazione....... spero comunque che sia come aver gettato un sasso nello stagno.
Non me ne vogliano i tifosi del toro pro Cairo...ma...nel calcio non stupisce piu' nulla..e comunque una metropoli come Torino deve avere almeno due presidenti da serie A...
Mao
Sono andato su un muro dei tifosi del toro, ho cercato ho letto gli umori ed i pensieri sul loro presidente, su quello che vorrebbero e quello che hanno, e soprattutto quello che pensano di lui.
Mi sono chiesto da tifoso dell'Alessandria, ma se il SIG. Urbano Cairo , rifiutato da problemi politici dall'ex sindaco di Alessandria (Sig. Mara Scagni e C.) che lo ha definito persona non sicura economicamente, per poi cedere alla cordata dei Mastagni, con i risultati che noi sappiamo....ritornasse sui suoi passi e ponesse la sua candidatura alla presidenza dell' Alessandria?
Urbano Cairo, nato ad alessandria il 21 maggio 1957..originario di Masio, potrebbe essere lo sceicco carico di pubblidollari che prende le redini dell'Alessandria calcio?
Sicuramente spenderebbe Molto meno che cercare di tornare in serie A col Toro, potrebbe ottenere, in pochi anni la serie B con l' Alessandria, (lotterebbe con dei rinforzi per le zone alte )e comunque sicuramente avere meno delusioni dal mondo del calcio.
Questo post e' una provocazione....... spero comunque che sia come aver gettato un sasso nello stagno.
Non me ne vogliano i tifosi del toro pro Cairo...ma...nel calcio non stupisce piu' nulla..e comunque una metropoli come Torino deve avere almeno due presidenti da serie A...
Mao
giovedì 26 novembre 2009
PROSSIME AVVERSARIE IN ANTEPRIMA TV
Lega Pro 1, posticipi in diretta tv ultime tre giornate andata
Dopo il Lumezzane, ancora due avversarie dei grigi in anticipo televisivo il Benevento e l'Arezzo
(CALCIOPRESS) - La Lega Pro guidata dal presidente Mario Macalli ha ufficializzato i posticipi delle ultime tre giornate valide per il girone di andata dei raggruppamenti A e B che saranno trasmessi in diretta tv da Rai Sport Più. Le partite andranno in onda tutti i lunedì con inizio gare alle ore 20,45 e sono relative alla 15a, 16a e 17a giornata del campionato nazionale di Prima Divisione.
15a giornata (30/11/2009) girone A, Stadio “Santa Colomba", Benevento-Perugia
16a giornata (07/12/2009) girone A, Stadio “Silvio Piola", Novara-Arezzo
17a giornata (14/12/2009) girone B, Stadio “Erasmo Iacovone”, Taranto-Cosenza
Dopo il Lumezzane, ancora due avversarie dei grigi in anticipo televisivo il Benevento e l'Arezzo
(CALCIOPRESS) - La Lega Pro guidata dal presidente Mario Macalli ha ufficializzato i posticipi delle ultime tre giornate valide per il girone di andata dei raggruppamenti A e B che saranno trasmessi in diretta tv da Rai Sport Più. Le partite andranno in onda tutti i lunedì con inizio gare alle ore 20,45 e sono relative alla 15a, 16a e 17a giornata del campionato nazionale di Prima Divisione.
15a giornata (30/11/2009) girone A, Stadio “Santa Colomba", Benevento-Perugia
16a giornata (07/12/2009) girone A, Stadio “Silvio Piola", Novara-Arezzo
17a giornata (14/12/2009) girone B, Stadio “Erasmo Iacovone”, Taranto-Cosenza
sabato 21 novembre 2009
SLITTA LA TESSERA DEL TIFOSO
NOTIZIA DI SABATO 21 NOVEMBRE 2009
Slitta la Tessera del tifoso, istituita la Commissione mista
(CALCIOPRESS) - L’introduzione della Tessera del tifoso (nella foto: striscione di protesta in Prima Divisione) slitta alla prossima stagione. Sarà istituita anche una Commissione per sviluppare il progetto. Lo ha reso noto il presidente della Lega di serie A, Beretta, dopo l’Assemblea straordinaria che si è tenuta ieri.
Dal sito web della LNP si apprende che, al termine dell'Assemblea delle società di serie A che si è svolta ieri presso la sede della Lega Calcio, il Presidente Beretta ha confermato che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha accettato la richiesta dei club di ritardare l’introduzione della Tessera del tifoso. E’ stata condivisa anche l'opportunità di istituire una Commissione per sviluppare il progetto. Il documento sarà pertanto introdotto all'inizio della prossima stagione.
"Lo ringrazio - ha affermato il Presidente Beretta riferendesi al Ministro Maroni - per lo spirito costruttivo col quale ha accolto la nostra proposta. Della Commissione, oltre al sottoscritto, faranno parte De Laurentiis, Lotito, Marotta e Sagramola. Pensiamo che la "Tessera", costruita con l'obiettivo di andare incontro alle esigenze di club e tifosi, possa diventare uno strumento ricco di offerte".
Per quanto riguarda i diritti televisivi il Presidente Beretta si è mostrato soddisfatto per la pubblicazione, sul sito dell'AGCM, degli impegni proposti dalla Lega Calcio: "E' un primo passo per noi importante, perchè significa che le nostre osservazioni sono state ritenute positive e interessanti".
Redazioneweb - www.calciopress.net
Slitta la Tessera del tifoso, istituita la Commissione mista
(CALCIOPRESS) - L’introduzione della Tessera del tifoso (nella foto: striscione di protesta in Prima Divisione) slitta alla prossima stagione. Sarà istituita anche una Commissione per sviluppare il progetto. Lo ha reso noto il presidente della Lega di serie A, Beretta, dopo l’Assemblea straordinaria che si è tenuta ieri.
Dal sito web della LNP si apprende che, al termine dell'Assemblea delle società di serie A che si è svolta ieri presso la sede della Lega Calcio, il Presidente Beretta ha confermato che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha accettato la richiesta dei club di ritardare l’introduzione della Tessera del tifoso. E’ stata condivisa anche l'opportunità di istituire una Commissione per sviluppare il progetto. Il documento sarà pertanto introdotto all'inizio della prossima stagione.
"Lo ringrazio - ha affermato il Presidente Beretta riferendesi al Ministro Maroni - per lo spirito costruttivo col quale ha accolto la nostra proposta. Della Commissione, oltre al sottoscritto, faranno parte De Laurentiis, Lotito, Marotta e Sagramola. Pensiamo che la "Tessera", costruita con l'obiettivo di andare incontro alle esigenze di club e tifosi, possa diventare uno strumento ricco di offerte".
Per quanto riguarda i diritti televisivi il Presidente Beretta si è mostrato soddisfatto per la pubblicazione, sul sito dell'AGCM, degli impegni proposti dalla Lega Calcio: "E' un primo passo per noi importante, perchè significa che le nostre osservazioni sono state ritenute positive e interessanti".
Redazioneweb - www.calciopress.net
mercoledì 18 novembre 2009
MACALLI, RIDURRE IL NUMERO DI CLUB ISCRITTI ALLA LEGA PRO?
Macalli, ridurre il numero di club iscritti alla Lega Pro?
(CALCIOPRESS) Firenze - In margine al Forum “Lega Pro: quale futuro?”, che si è tenuto a Firenze nell’ambito delle iniziative messe in ponte per festeggiare il 50° anniversario della Lega Pro, il presidente Mario Macalli (nella foto) ha rilasciato alcune dichiarazioni che toccano snodi cruciali della categoria di sua competenza. Il sistema calcio ha ormai bisogno di profonde riforme. La Figc dovrebbe promuoverle e coordinarle. La Lega Pro dovrebbe contenere al massimo 54 club. La capienza minima degli stadi salirebbe a 7.500 posti. Sui diritti televisivi la battaglia resta aperta. Il rischio di sospendere i campionati non è cancellato.
Nell’ambito delle iniziative messe in ponte per festeggiare il 50° anniversario della Lega Pro, il 16 novembre si è tenuto presso la sede di Firenze il Forum “Lega Pro: quale futuro?”. Oltre al presidente Mario Macalli vi hanno partecipato i giornalisti Stefano Cazzetta (La Gazzetta dello Sport), Fulvio Bianchi (La Repubblica), Fabio Monti (Corriere della Sera), Vittorio Oreggia (Tuttosport), Sergio Rizzo (Corriere dello Sport) ed Enrico Varriale (Rai Sport).
“Faremo tutto quanto è possibile per ottenere al più presto profonde riforme nell’interesse di tutti i settori del calcio”, questa la dichiarazione finale del presidente Macalli, che sintetizza la chiusura dei lavori, rilasciata al Corriere di Como.
Secondo Macalli a ogni Lega spetterebbe un ruolo specifico, per dirla con una terminologia anglosassone una mission (ndr, cliccate in fondo l’editoriale di Calciopress pubblicato il 7/10/2009), da elaborare sotto il coordinamento della Figc. “La Federcalcio - ha affermato - dovrebbe avere più potere e stabilire il numero totale delle squadre professionistiche. La cifra ideale nel nostro settore sarebbe quella di 54 (ndr, in pratica tre gironi a 18 squadre e una Divisione unica), ma tutte sane sul fronte dei bilanci».
Macalli vorrebbe inoltre fissare per gli stadi di Lega Pro il tetto minimo di capienza a 7.500 posti, onde evitare divieti di trasferta per i tifosi ospiti e incentivare uno svolgimento regolare delle partite.
In merito alla ripartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi, Macalli aveva minacciato il addirittura il blocco dei campionati a partire dal 1 novembre scorso. Dopo che si erano aperti alcuni spiragli, la protesta era stata sospesa.
Sulla questione, la posizione del presidente della Lega Pro è battagliera: “Nel quadro della legge che sostituirà a breve la cosiddetta Legge Melandri, l’uno per cento che vorrebbero assegnarci non ci va proprio giù. Stiamo battagliando sul piano giuridico e abbiamo formato un gruppo di lavoro presieduto dal professor Victor Uckmar. Per stabilire quali sono effettivamente i nostri diritti».
Dopo aver incassato, al termine dell'Assemblea Generale che si è svolta a Firenze, l'appoggio unanime delle 90 società partecipanti alla sua relazione Mario Macalli, ha ribadito il pericolo di uno stop dei campionati di sua competenza: "Dimostriamo quanta compattezza ci sia al nostro interno per le cause giuste. Ora attendiamo fiduciosi gli sviluppi, per rispetto verso chi si sta muovendo in nostro favore. Altrimenti agiremo in prima persona per far valere i nostri diritti. Se dovremo fermarci, ci fermeremo".
Dobbiamo cominciare che il nostro Glorioso MOCCAGATTA sia ormai inadeguato a questo calcio di regole e divieti
MAO
(CALCIOPRESS) Firenze - In margine al Forum “Lega Pro: quale futuro?”, che si è tenuto a Firenze nell’ambito delle iniziative messe in ponte per festeggiare il 50° anniversario della Lega Pro, il presidente Mario Macalli (nella foto) ha rilasciato alcune dichiarazioni che toccano snodi cruciali della categoria di sua competenza. Il sistema calcio ha ormai bisogno di profonde riforme. La Figc dovrebbe promuoverle e coordinarle. La Lega Pro dovrebbe contenere al massimo 54 club. La capienza minima degli stadi salirebbe a 7.500 posti. Sui diritti televisivi la battaglia resta aperta. Il rischio di sospendere i campionati non è cancellato.
Nell’ambito delle iniziative messe in ponte per festeggiare il 50° anniversario della Lega Pro, il 16 novembre si è tenuto presso la sede di Firenze il Forum “Lega Pro: quale futuro?”. Oltre al presidente Mario Macalli vi hanno partecipato i giornalisti Stefano Cazzetta (La Gazzetta dello Sport), Fulvio Bianchi (La Repubblica), Fabio Monti (Corriere della Sera), Vittorio Oreggia (Tuttosport), Sergio Rizzo (Corriere dello Sport) ed Enrico Varriale (Rai Sport).
“Faremo tutto quanto è possibile per ottenere al più presto profonde riforme nell’interesse di tutti i settori del calcio”, questa la dichiarazione finale del presidente Macalli, che sintetizza la chiusura dei lavori, rilasciata al Corriere di Como.
Secondo Macalli a ogni Lega spetterebbe un ruolo specifico, per dirla con una terminologia anglosassone una mission (ndr, cliccate in fondo l’editoriale di Calciopress pubblicato il 7/10/2009), da elaborare sotto il coordinamento della Figc. “La Federcalcio - ha affermato - dovrebbe avere più potere e stabilire il numero totale delle squadre professionistiche. La cifra ideale nel nostro settore sarebbe quella di 54 (ndr, in pratica tre gironi a 18 squadre e una Divisione unica), ma tutte sane sul fronte dei bilanci».
Macalli vorrebbe inoltre fissare per gli stadi di Lega Pro il tetto minimo di capienza a 7.500 posti, onde evitare divieti di trasferta per i tifosi ospiti e incentivare uno svolgimento regolare delle partite.
In merito alla ripartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi, Macalli aveva minacciato il addirittura il blocco dei campionati a partire dal 1 novembre scorso. Dopo che si erano aperti alcuni spiragli, la protesta era stata sospesa.
Sulla questione, la posizione del presidente della Lega Pro è battagliera: “Nel quadro della legge che sostituirà a breve la cosiddetta Legge Melandri, l’uno per cento che vorrebbero assegnarci non ci va proprio giù. Stiamo battagliando sul piano giuridico e abbiamo formato un gruppo di lavoro presieduto dal professor Victor Uckmar. Per stabilire quali sono effettivamente i nostri diritti».
Dopo aver incassato, al termine dell'Assemblea Generale che si è svolta a Firenze, l'appoggio unanime delle 90 società partecipanti alla sua relazione Mario Macalli, ha ribadito il pericolo di uno stop dei campionati di sua competenza: "Dimostriamo quanta compattezza ci sia al nostro interno per le cause giuste. Ora attendiamo fiduciosi gli sviluppi, per rispetto verso chi si sta muovendo in nostro favore. Altrimenti agiremo in prima persona per far valere i nostri diritti. Se dovremo fermarci, ci fermeremo".
Dobbiamo cominciare che il nostro Glorioso MOCCAGATTA sia ormai inadeguato a questo calcio di regole e divieti
MAO
domenica 15 novembre 2009
CI SFUGGE QUALCHE COSA....
Mi sembra che ci sia qualche cosa che mi sfugge....solitamente il presidente aspetta a licenziare l'allenatore anche se i tifosi (e i risultati)spingono a prendere delle decisioni.In questo blog piu' di un tifoso ha espresso la sua delusione per Foschi... ma subito altri tifosi hanno limitato le critiche, anziche' amplificarle. con grande maturita' .Io ho criticato subito Foschi, perche' impiego' alcune settimane a capire che Longhi era (ed e') pedina da non far mancare in campo, non mi ha mai entusiasmato per il gioco, i cambi ecc...MA MI ERO ABITUATO, E PUR NON AVENDOLO IN SIMPATIA MASSIMA...NON CAPISCO..RIPETO NON CAPISCO.Perche' esonerarlo averlo a libro paga e farsi chiedere una punta e un terzino dal nuovo allenatore ?Naturalmente spero di sbaglarmi...che sia io a non ricordare che i 7/11 della squadra sia composta da ragazzi che ci hanno portato via dalla D e dalla C2....capisco che con qualche punto in piu' staremmo meglio,...ma scusatemi DOBBIAMO SALVARCI e vedendo le sintesi su rai sport delle altre partite, non mi sembra ci siano delle squadre ammazza campionato, molti gol sono su fatti casuali, e se noi non avessimo avuto problemi con l'infermeria (Mateos) non saremmo stati molto piu' deboli di altre squadre.Sarei molto felice se la societa' tornasse sul mercato, ma rimanendo coi piedi per terra...non capisco ne' l'esonero di Foschi ne' lo sfogo di Bianchi nei confronti dei tifosi...Mao..
sabato, novembre 14, 2009 3:09:00 PM
sabato, novembre 14, 2009 3:09:00 PM
sabato 14 novembre 2009
I numeri da brivido della terza serie del calcio inglese
I numeri da brivido del calcio inglese di terza serie
(CALCIOPRESS) - Un breve e istruttivo viaggio attraverso la terza serie inglese (la Footbal League 1), che corrisponde alla nostra Prima Divisione. Una semplice rassegna di dati numerici, che esemplificano più di mille parole e non mentono mai, conferma come la vittoria di Albione sia schiacciante. Soprattutto all’interno di questa categoria professionistica, opaca e priva di identità in Italia (nella foto: Carrow Road, stadio del Norwich City).
Qualcuno storce ancora la bocca quando sente parlare, a proposito di calcio, del fatidico modello inglese. Un atteggiamento condivisibile se, sul versante italiano, fosse fruibile un sistema organizzativo in qualche misura antagonista rispetto a quello anglosassone. Le cose non stanno esattamente in questi termini.
In un precedente articolo abbiamo stigmatizzato su Calciopress la incredibile pletora del calcio nostrano. Ingorgato da 132 società professionistiche, 90 delle quali (che spesso di professionistico hanno molto poco) confinate nel ghetto mediatico della Prima e Seconda Divisione di Lega Pro.
Un sistema lungimirante, anche per mettersi nella condizione di attuare i controlli capaci di arginare una precarietà finanziaria non ulteriormente sostenibile, dovrebbe premere da subito per una drastica modifica del format dei campionati. In questo senso l’esempio inglese, con le sue 92 squadre distribuite su quattro serie professionistiche, è largamente vincente sotto tutti i profili.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi in proposito, lo invitiamo a fare con noi un breve ma istruttivo viaggio dentro la terza serie inglese (la Footbal League 1), che corrisponde alla nostra Prima Divisione. Si accorgerà, attraverso una semplice rassegna di dati numerici che non mentono mai, come la vittoria di Albione sia schiacciante soprattutto all’interno di questa categoria professionistica da noi così opaca.
La FL1 conta 24 squadre, contro le 36 della Prima Divisione italiana, inserite in un girone unico. L’elemento che dimostra, in modo inconfutabile, come questo modello organizzativo sia nettamente vincente (anche e soprattutto per la sua agilità) rispetto all’obsoleto format nostrano è rappresentato dall’affluenza del pubblico negli stadi. Perché il calcio senza tifosi è morto e, in Italia, la fine è ormai prossima vista la disaffezione degli appassionati.
Vi sottoponiamo una breve rassegna di quella che in inglese si chiama attendence, aggiornata ad oggi 30 ottobre. Sono dati che fanno rabbrividire, se raffrontati con quelli risicati della povera consorella italica. Senza contare che una ricerca analoga sul nostro incerto fronte è, di fatto, impossibile. In pari data, il sito web della Lega Pro non consente di raccogliere alcun elemento numerico sull’affluenza negli stadi. Il relativo link risulta, infatti, non cliccabile.
La specifica graduatoria in terza serie inglese vede ai primi cinque posti (i dati si riferiscono all’affluenza media): 1) Norwich City (24.108); 2) Leeds United (23.527); 3) Southampton (19.545); 4) Charlton (16.856), 5) Hudderfield (12.877). In questo scorcio di campionato il record assoluto di pubblico in una gara spetta al Leeds United (31.838 spettatori nella partita giocata con il Charlton il 03/10/2009). Il club con la media più bassa è l’Hartlepool (3.601), il solo che ha una media inferiore ai 4mila spettatori. La media generale per gara, distribuita sulle 24 squadre partecipanti, è di 8.864 spettatori. Questo è calcio ad alti livelli, anche se si gioca in FL1.
I siti web delle 24 società inglesi iscritte alla FL1 sono dei veri gioielli e rappresentano una fonte di informazione eccelsa rispetto al mediocre livello della maggior parte di quelli delle consorelle italiane (fermo restando che in alcuni casi il sito web non esiste o esiste sulla carta, essendo di fatto una scatola vuota). I biglietti possono essere comprati direttamente sul sito per via internet. Questo semplifica al massimo la circolazione dei tifosi e contribuisce a giocare in stadi sempre affollati, quasi al limite della capienza (l’indice di occupazione medio supera l’80%).
Se, al termine di questo fugace ma istruttivo viaggio nel calcio di terza serie inglese (che ci riproponiamo di approfondire meglio e consigliamo vivamente al presidente della Lega Pro, Mario Macalli) qualcuno se la sente ancora di difendere il modello italiano e di storcere la bocca di fronte a quello di oltre Manica, è certamente libero di farlo.
Resta il fatto che, di fronte a numeri tanto schiaccianti, non si vede come una tale tesi possa ritenersi ancora sostenibile nel terzo millennio. Per di più in presenza di una pari categoria italiana che appare, salvo eccezioni come quella rappresentata dai tifosi dell’Hellas Verona (che sono un caso a parte e si trovano in Prima Divisione per avventura), alla deriva e spesso in balia di se stessa.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net
Notizie prese da calciopress.net
(CALCIOPRESS) - Un breve e istruttivo viaggio attraverso la terza serie inglese (la Footbal League 1), che corrisponde alla nostra Prima Divisione. Una semplice rassegna di dati numerici, che esemplificano più di mille parole e non mentono mai, conferma come la vittoria di Albione sia schiacciante. Soprattutto all’interno di questa categoria professionistica, opaca e priva di identità in Italia (nella foto: Carrow Road, stadio del Norwich City).
Qualcuno storce ancora la bocca quando sente parlare, a proposito di calcio, del fatidico modello inglese. Un atteggiamento condivisibile se, sul versante italiano, fosse fruibile un sistema organizzativo in qualche misura antagonista rispetto a quello anglosassone. Le cose non stanno esattamente in questi termini.
In un precedente articolo abbiamo stigmatizzato su Calciopress la incredibile pletora del calcio nostrano. Ingorgato da 132 società professionistiche, 90 delle quali (che spesso di professionistico hanno molto poco) confinate nel ghetto mediatico della Prima e Seconda Divisione di Lega Pro.
Un sistema lungimirante, anche per mettersi nella condizione di attuare i controlli capaci di arginare una precarietà finanziaria non ulteriormente sostenibile, dovrebbe premere da subito per una drastica modifica del format dei campionati. In questo senso l’esempio inglese, con le sue 92 squadre distribuite su quattro serie professionistiche, è largamente vincente sotto tutti i profili.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi in proposito, lo invitiamo a fare con noi un breve ma istruttivo viaggio dentro la terza serie inglese (la Footbal League 1), che corrisponde alla nostra Prima Divisione. Si accorgerà, attraverso una semplice rassegna di dati numerici che non mentono mai, come la vittoria di Albione sia schiacciante soprattutto all’interno di questa categoria professionistica da noi così opaca.
La FL1 conta 24 squadre, contro le 36 della Prima Divisione italiana, inserite in un girone unico. L’elemento che dimostra, in modo inconfutabile, come questo modello organizzativo sia nettamente vincente (anche e soprattutto per la sua agilità) rispetto all’obsoleto format nostrano è rappresentato dall’affluenza del pubblico negli stadi. Perché il calcio senza tifosi è morto e, in Italia, la fine è ormai prossima vista la disaffezione degli appassionati.
Vi sottoponiamo una breve rassegna di quella che in inglese si chiama attendence, aggiornata ad oggi 30 ottobre. Sono dati che fanno rabbrividire, se raffrontati con quelli risicati della povera consorella italica. Senza contare che una ricerca analoga sul nostro incerto fronte è, di fatto, impossibile. In pari data, il sito web della Lega Pro non consente di raccogliere alcun elemento numerico sull’affluenza negli stadi. Il relativo link risulta, infatti, non cliccabile.
La specifica graduatoria in terza serie inglese vede ai primi cinque posti (i dati si riferiscono all’affluenza media): 1) Norwich City (24.108); 2) Leeds United (23.527); 3) Southampton (19.545); 4) Charlton (16.856), 5) Hudderfield (12.877). In questo scorcio di campionato il record assoluto di pubblico in una gara spetta al Leeds United (31.838 spettatori nella partita giocata con il Charlton il 03/10/2009). Il club con la media più bassa è l’Hartlepool (3.601), il solo che ha una media inferiore ai 4mila spettatori. La media generale per gara, distribuita sulle 24 squadre partecipanti, è di 8.864 spettatori. Questo è calcio ad alti livelli, anche se si gioca in FL1.
I siti web delle 24 società inglesi iscritte alla FL1 sono dei veri gioielli e rappresentano una fonte di informazione eccelsa rispetto al mediocre livello della maggior parte di quelli delle consorelle italiane (fermo restando che in alcuni casi il sito web non esiste o esiste sulla carta, essendo di fatto una scatola vuota). I biglietti possono essere comprati direttamente sul sito per via internet. Questo semplifica al massimo la circolazione dei tifosi e contribuisce a giocare in stadi sempre affollati, quasi al limite della capienza (l’indice di occupazione medio supera l’80%).
Se, al termine di questo fugace ma istruttivo viaggio nel calcio di terza serie inglese (che ci riproponiamo di approfondire meglio e consigliamo vivamente al presidente della Lega Pro, Mario Macalli) qualcuno se la sente ancora di difendere il modello italiano e di storcere la bocca di fronte a quello di oltre Manica, è certamente libero di farlo.
Resta il fatto che, di fronte a numeri tanto schiaccianti, non si vede come una tale tesi possa ritenersi ancora sostenibile nel terzo millennio. Per di più in presenza di una pari categoria italiana che appare, salvo eccezioni come quella rappresentata dai tifosi dell’Hellas Verona (che sono un caso a parte e si trovano in Prima Divisione per avventura), alla deriva e spesso in balia di se stessa.
Sergio Mutolo - www.calciopress.net
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